Il Monza attuale: meno punti di quello di Nesta
Spesso le cifre, soprattutto nel calcio, lasciano il tempo che trovano. In termini di punti, una vittoria per 6-0 vale quanto una per 1-0, e su questo non dovrebbero esserci obiezioni. Cifre come statistiche, e nulla più, ma qualche volta i raffronti possono fungere da “termometro” di una situazione. Nelle quattro stagioni disputate in serie A, nelle prime 10 giornate questo Monza è il meno prolifico in fatto di punti: appena 7, peggio della squadra di Alessandro Nesta, che ne aveva collezionati 8. Un dato che amplifica la frustrazione dei tifosi, passati dal sogno (concretizzato) della serie A a un presente ricco di incognite e punti interrogativi. A Bologna, rispetto ad altre occasioni, il Monza ha subito per lunghi tratti la fisicità e la tecnica dell’avversario, finendo per soccombere una volta di più a centrocampo, dov’è mancato come al solito il fosforo, il cambio di passo e la capacità di mettere un freno alla costruzione del gioco rossoblù, la cui squadra rispetto alla nostra è sembrata spesso il Barcellona. Juric di sicuro qualche responsabilità ce l’ha, soprattutto perché ha proposto fin dall’inizio una formazione coraggiosa ma sbilanciata, e con un Zeballos (almeno quello visto finora) corpo estraneo per una categoria come la serie A.
In difesa non è solo questione di modulo…
Si potrebbe poi disquisire sull’ostinazione del mister di voler giocare “a tre” in difesa, ma secondo me puoi anche giocare “a cinque” e beccare ugualmente, se non hai giocatori all’altezza e che commettono ingenuità letali come quella di Lucchesi in occasione del rigore che ha deciso la partita. In tutto questo, qualche domanda dopo 10 giornate dovrebbe cominciare a farsela anche la dirigenza: servono rinforzi adeguati soprattutto nel reparto arretrato, profili d’esperienza per una categoria che non ti perdona il minimo errore. Serve qualcosa anche a centrocampo, qualcuno che sappia dettare i tempi giusti. Può essere Pessina, quel rinforzo? Ormai Matteo è quasi pronto al rientro (verosimilmente dopo la sosta di metà novembre), ma la sensazione è che il suo apporto, seppur prezioso, possa non bastare. E poi, in ultima analisi, c’è il rebus attacco: se s’inceppa Varela, che può succedere? Non è il caso di esagerare con gli allarmismi, ma qualcosa indubbiamente andrà fatto, senza perdere troppo tempo.
Gianni Santoro