Bianco fregato… da Biancolino
Brutto risveglio per il Monza, dopo il primo ko in campionato ad Avellino. Una partita sottotono, soprattutto nel primo tempo, con una manovra troppo lenta e un palleggio innocuo, spesso per vie orizzontali. Preoccupa la sterilità nell’ultimo terzo di campo, con pochissimi tiri in porta a dispetto dell’abbondanza di trequartisti e centravanti, leggeri o pesanti che siano.
Se poi non si vincono i duelli e nessuno (o quasi) tenta un dribbling o un’accelerazione, si comprende bene la serataccia… da lupi, con tanti giocatori molto imprecisi (Birindelli e Colombo per fare due nomi). Il tecnico Bianco, dopo la partita, ha imputato la sconfitta a un difetto di carattere, in un campionato nel quale invece servono di più la cattiveria agonistica e il mordente rispetto alla qualità tecnica. Il Monza si specchia troppo nel suo potenziale, almeno sulla carta, e gli avversari ne approfittano: una lezione da imparare molto in fretta, per evitare di complicare la stagione partita con obiettivi ambiziosi.
C’è poi il “caso” degli infortuni last minute: Pessina in panchina, Colpani in tribuna. Fra i convocati c’erano tutti (compreso Carboni), poi alla vigilia pure l’influenza ci ha messo lo zampino, costringendo Bianco a rimodellare l’undici iniziale, con qualche scelta invero discutibile. Sembra di rivedere i fantasmi della scorsa stagione, con la squadra falcidiata dalle assenze pesanti.
Al netto della contestazione dei tifosi, è giusto però non essere precipitosi nelle valutazioni. I problemi ci sono, eccome, ma appaiono oltremodo eccessivi certi giudizi senza appello che già leggo sui social. Le gare con Mantova e Bari non sono preistoria. E’ vero, serve un approccio diverso al campionato e qualcuno deve davvero darsi una mossa, tuttavia l’organico appare all’altezza del campionato. Questione di cattiveria e convinzione. Il tempo per correggere la rotta c’è, a patto che ciascuno si assuma le proprie responsabilità.
Sembra (già) arrivato il momento di cambiare certe scelte, dando maggiore fiducia a chi finora ha giocato meno. Una rosa extra large permette, anzi, sollecita una rotazione più frequente dei giocatori, anche per alzare il livello competitivo all’interno della squadra. A mercato chiuso (a parte quello estero) è lecito chiedere di più a tutti. Chi non ci sta, stavolta, sia messo da parte una volta per tutte per il bene del Monza. E in bocca al lupo a Bianco, stavolta fregato da Biancolino…
Andrea Guazzoni