Critiche sì, prevenzione… no!
Cominciamo col dire qualcosa di lapalissiano: perdere fa male. A tutti e in qualunque modo sia maturata la sconfitta. In rimonta (“Che polli!”), all’ultimo minuto (“E che cavolo, bisognava fare più attenzione!”), al primo minuto (“Uffa… c’era tutta la partita per raddrizzarla!”), per non parlare di quando si perde per un rigore inesistente o su autogol. Fa male, sempre, punto. La “debacle” biancorossa a La Spezia, da 0-2 a 4-2, non passa inosservata ai più, fermo restando che l’accoglienza di alcuni tifosi al Monzello, al rientro della squadra dalla Liguria, è da 92 minuti di applausi. Non è il caso di farne un dramma, ma fare finta che nulla sua accaduto, proprio no. Sul banco degli imputati, due su tutti: Andrea Carboni, espulso per doppia ammonizione dopo un errato tentativo di stoppare la palla a centrocampo, e Paolo Bianco, “reo” di aver tolto Petagna che teneva su la squadra e sarebbe potuto tornare utile per le sue caratteristiche di gioco. Le critiche nei confronti dell’allenatore ci possono stare, nessuno è infallibile; quello che non ci piace è la prevenzione di molti nei confronti del mister, solo perché è stato scelto da Adriano Galliani prima della sua uscita definitiva di scena.
Ci vuole equilibrio, tra l’eccessivo pessimismo e il provare a far finta di nulla, ogni volta
Di questo, che colpa può avere Bianco? Così come non è un peccato mortale avere un carattere che a molti può non piacere. Era forse simpatico Josè Mourinho? E Lippi? E Capello? Per non parlare di Spalletti e Gasperini. Allenatori che hanno vinto molto pur non godendo della massima stima da parte di molti “media”. Qualcuno obietterà: “Eh, ma anche voi siete spesso stati molto critici nei confronti di Bianco, rimproverandogli la mancanza di umiltà”. Vero: ci sono arrivati articoli piuttosto duri e diretti, da parte di qualche nostro collaboratore, ma non abbiamo censurato una virgola perché é contro la nostra etica. L’importante è non arrivare a offendere: accusare qualcuno di mancanza di umiltà non è un’offesa, fino a prova contraria. Le offese sono ben altra cosa. Così come è ben altra cosa essere sempre lì a sdrammatizzare, non è successo niente, solo un incidente di percorso, e che sarà mai perdere 4-2 dopo essere stati in vantaggio per 2-0 sul campo della penultima in classifica… Ci vuole equilibrio, senza eccedere né da una parte, né dall’altra. Detto ciò, siamo fiduciosi del fatto che questi quattro “schiaffoni” faranno bene all’ambiente biancorosso; sembrava d’improvviso essere diventato tutto facile, ma non è così. Dalle stelle alle stalle il passo è breve, sempre. L’importante è saper fare tesoro delle sconfitte, e il Monza è lì, ancora al secondo posto, con il destino nelle proprie mani, come dice mister Bianco. Arriva il momento decisivo della stagione, dove sbagliare può diventare una sentenza. A La Spezia è capitato, ma per fortuna non è accaduto nulla di compromettente. Facciamo che da qui a maggio accada il meno possibile, di restare a “zero”…
Gianni Santoro