È un Monza rigenerato

“Ah, come gioca il Monza!”, avrebbe detto Maurizio Mosca e lo diciamo anche noi, ora che la lunga striscia di risultati positivi inanellati dai biancorossi si arricchisce di prestazioni convincenti come l’ultima di Cesena. Certo, le stagioni calcistiche sono lunghe ed è inevitabile che a fasi di brillantezza si alternino momenti più opachi sul piano del gioco. È successo anche al Monza, che per qualche settimana ha faticato più del dovuto in partite che sulla carta avrebbe dovuto dominare. Quello che però ha caratterizzato i ragazzi di mister Paolo Bianco in quelle occasioni è stato però il cinismo di saper portare a casa punti anche a fronte di prestazioni sottotono. È la dote delle grandi squadre. E questo Monza, almeno per i parametri della cadetteria, è una grande squadra. A inizio stagione avevo azzardato un parallelo con il mitico Borussia di Brianza, cui difettò solo un po’ di buona sorte per centrare l’obiettivo della promozione in serie A. Che a livello di organico i biancorossi fossero fuori categoria si capiva dalla scorsa estate, c’era però da ricostruire un clima collettivo e ridare fiducia ai singoli.

 

Il destino è tutto nelle nostre mani

 

È stato il preziosissimo lavoro di Bianco, che ora raccoglie i frutti con calciatori rigenerati: da Pessina tornato anche mentalmente leader a Petagna, perduto e realmente ritrovato dopo anni difficili dentro e soprattutto fuori dal campo. Il resto lo ha fatto una società che in estate è riuscita a trattenere i pezzi pregiati – gente che ha vestito l’azzurro e scritto belle pagine di calcio in Serie A – e che a gennaio ha fatto un mercato letteralmente sontuoso. Niente figurine, solo concretezza: Hernani, Cutrone, Caso si sono rivelati immediatamente i migliori acquisti possibili. Ora che il Venezia in vetta è agganciato e le principali inseguitrici Frosinone e Palermo minimamente distanziate (ma non ancora abbastanza) possiamo dire che il destino è quantomai nelle mani del Calcio Monza. A fine campionato mancano dieci partite. Le prime quattro prima della sosta per le nazionali saranno quelle decisive: già sabato con lo Spezia, per tentare l’allungo. Gli scontri diretti con Palermo e Venezia in rapida successione diranno se ce la meritiamo davvero questa promozione. Poi, da aprile, altre sei finali. Per tornare nell’olimpo del calcio, quella Serie A che questa squadra ha dimostrato di meritare in due magnifiche stagioni.

 

Alan Patarga

 

(Giornalista reti Mediaset)