Perché questa “A” è ancora più bella
Per prima cosa, un bel Ciaooneeee a tutti coloro che, un anno fa di questi tempi, appestavano i nostri social con commenti più o meno così: “Ora che Berlusconi non c’è più, tornerete nella vostra dimensione naturale, la serie C o la D”. Spiaze, direbbe Simone Inzaghi, ma le cose sono andate in modo un tantino diverso. Il Monza è tornato, sì, ma nella massima categoria, dopo un solo anno di purgatorio. Alzi la mano (e veda di non arrossire…) chi, tra gli stessi tifosi biancorossi, avrebbe immaginato un epilogo simile. Dopo l’infausta retrocessione, lo scenario che si presentava agli occhi di tutti era a dir poco apocalittico. In effetti, chiunque pensava che con la dipartita del Cavaliere il Monza sarebbe sparito dai radar in non molto tempo. Piersilvio sta al calcio come un pesce a una bicicletta, ma questo si sapeva già fin dall’inizio. In quanto a Galliani, l’uomo che è stato in prestito al Milan per 31 anni per poi fare come Ulisse con Itaca bla bla bla, senza Silvio contava come il due di picche quando briscola è denari. Lo ricordiamo (non) volentieri nel video in cui, sulla carrozza di un treno, prega Ausilio dell’Inter per dargli Palacios…
Un anno fa, il rischio di un precoce oblio. E invece…
Ma torniamo al presente. Per me questa serie A è ancora più bella della prima. Nel 2022 il trionfo fu l’epilogo di un percorso durato quasi 4 anni, un epilogo quasi scontato date le ambizioni del Cavaliere, secondo il cui credo non conta partecipare ma vincere. Questa volta è stato un epilogo sorprendente per tutti. 12 mesi fa, una nuova (e misteriosa) proprietà americana, un allenatore semi sconosciuto (sponsorizzato da Galliani), il rischio/spauracchio di un doppio salto all’indietro, il precoce disamore di quei tifosi/tifosotti che salgono sul carro come una zanzara su una coscia. Insomma, tanti indizi poco edificanti. Invece, guardate un po’ dove ci siamo risvegliati. Quanto è bello lu primmo ammore, lu secondo è cchiù bello ancor. Ora gli spareggi sappiamo anche vincerli: Pisa 2022, Catanzaro 2026, e sempre il 29 maggio. Godiamoci l’attimo, un bellissimo momento che durerà come minimo altri 12 mesi. E scusate se è è poco…
Gianni Santoro