Si chiude bene un 2025 molto amaro e poco dolce…
Siamo dunque giunti alla fine di quest’anno solare e, come per ogni fine anno, viene un po’ naturale pesare e ricordare tutto ciò che è accaduto.
Ecco, forse noi preferiamo resettare e considerare solo l’ultima parte di stagione e, viste le ultime montagne russe della squadra, focalizzare l’attenzione su dicembre. L’ultimo mese del 2025 inizia con un trittico in cui il Monza racimola solamente due punti. Il calo in questi turni di campionato coincide con le inseguitrici che fanno incetta di punti riducendo, così, la forbice di punti che i brianzoli avevano creato con la terza in classifica e, soprattutto, con le squadre più temibili del campionato, ovvero Venezia e Palermo. Ovviamente ogni tifoseria che si rispetti è dotata di una grande fetta umorale il cui giudizio sulla stagione viene fissato sui risultati a brevissimo termine e mugugni e malumori non sono mancati. Malumori che poi sono stati allontanati con la vittoria sulla Carrarese e spazzati via del tutto dalla vittoria in rimonta a Modena. Cosa è che in quelle tre partite che non ha funzionato? Allora, per prima cosa dobbiamo pensare che un calo dopo sette vittorie consecutive può essere fisiologico, detto questo dobbiamo anche rilevare che è calata un po’ l’intensità e, soprattutto, la lucidità sotto porta.
La solidità difensiva è un punto cardine
Gli errori in attacco a Castellammare e a Venezia sono stati decisivi. Sicuramente per il risultato finale in Campania e per lo sviluppo della partita a Venezia. Col Sudtirol, invece c’è stato un calo importante nel secondo tempo e una gestione approssimativa del vantaggio trovandoci nella posizione di non cercare con ostinazione il secondo gol ma neanche tutta questa tensione e difficoltà in difesa, ciò probabilmente ha portato a un rilassamento che ha permesso agli altoatesini di colpire nell’unica occasione creata. Dobbiamo essere obiettivi e ammettere che il Monza non ha un gioco spettacolare e fluido, ma punta soprattutto a sporcare il gioco avversario e ripartire. La solidità della fase difensiva è un punto cardine, forse il punto cardine, della struttura della squadra. Fa ben sperare avere solidità difensiva, riesce a ridare fiducia a tutti gli altri reparti e, spesso, è sufficiente un solo gol per portare a casa i tre punti. La nota un po’ dolente di questo mese è che ci speravamo un po’ tutti di dare una frustata alla classifica rendendo il campionato agonizzante; invece, pare che non ci siano cannibali in questa categoria, per ora. La media punti promozione è alta, il campionato è di notevole livello in alto, un po’ meno in basso.
A Chiavari sul “sintetico”, dove il Monza soffre un po’…
Per questo dobbiamo continuare a vincere, perché di questo passo il pareggio pare non essere più buono. A questo riguardo la partita col Modena è stata di estrema importanza, su un campo difficilissimo in cui un pari potrebbe andare bene in un campionato normale, ma in questo no. A Modena la squadra ha avuto una reazione dirompente nel secondo tempo, quasi arrogante, per riprendersi una partita che gli stava scippando una sciagurata, e non è la prima, decisione del direttore di gara. La squadra a tratti mostra una superiorità netta sugli avversari, sia sul piano tecnico sia in quello atletico. Sviluppiamo un calcio un po’ primitivo, vero, ma finché dietro non fanno passare nulla e davanti un gol lo si realizza allora a noi va bene così. Ora c’è una partita da temere assolutamente (a Chiavari contro l’Entella) perché si giocherà sul terreno sintetico e su un campo leggermente più piccolo e, nelle stesse condizioni, abbiamo sofferto ad Avellino e a Castellammare. Tuttavia, rimane una partita da vincere assolutamente per arrivare al big match col Frosinone con entusiasmo e tranquillità. Cerchiamo di riempirlo lo stadio col Frosinone, è il primo vero snodo importante della stagione: una delle due può dare il via libera all’altra verso una fuga e.…chi lo sa? Magari decisiva.
Buon 2026 a tutti!
Francesco Aloise
(Foto AC Monza-Buzzi)