Una promozione figlia della giustizia divina

Dopo la partita dell’ U-Power Stadium tra Monza e Catanzaro, alcuni giornalisti al seguito della squadra giallorossa hanno chiesto all’allenatore Aquilani cosa ne pensasse dell’attuale regolamento che disciplina la materia play-off. La domanda ovviamente è nata dal fatto che le due squadre avevano segnato lo stesso numero di reti tra andata e ritorno, ma ad andare in serie A era andata la formazione di Paolo Bianco. E con grandissimo merito, aggiungo io, per ciò che può valere la mia opinione. Onore al Catanzaro per averci creduto fino in fondo, ma poi… poi comincia un altro ragionamento. Il Monza ha terminato la stagione con ben 17 punti in più rispetto al Catanzaro. Diciassette. Negli scontri diretti ha vinto una volta e pareggiato l’altra, ha segnato un gol in meno ma ne ha subiti ben 19 in meno. Se i numeri contano ancora qualcosa, eccoli serviti. È l’attuale regolamento a essere sbagliato, e da un bel po’ di anni. La squadra biancorossa ha chiuso al terzo posto la regular season: un tempo sarebbe salita direttamente insieme alle prime due. Nei play off appena conclusi, ha avuto il piccolo vantaggio di giocare una gara in meno, quella del turno eliminatorio da “dentro o fuori”, ma a onor del vero bisogna anche dire che, rispetto al Catanzaro, è stata in corsa per la promozione diretta fino all’ultima giornata, spendendo molte più energie fisiche e mentali. La squadra calabrese ha potuto giocare con più serenità, preparandosi a dovere alle sfide decisive per la promozione.

 

L’assurda incoerenza del regolamento

 

Se a trionfare è stato il Monza significa che, per fortuna, sopravvive un senso di giustizia divina anche nel calcio. Pensate se alla fine a salire fosse stato l’Avellino, che nella regular season è arrivato ottavo e con 27 punti in meno del Monza. Vi sembra normale? Ormai però siamo a un punto di non ritorno: comandano le pay tv e i tifosi devono solo adeguarsi. Ma la logica e la coerenza sono ormai lontane da questo calcio. Per me gli spareggi (promozione o salvezza) hanno senso solo se due o più squadre arrivano a pari punti, com’era accaduto a Monza e Pisa nel 2022. Due partite, andata e ritorno, e a parità di gol, tempi supplementari e gli eventuali calci di rigore. Altro che computo degli scontri diretti, altro che differenza reti! Qualcuno ci può spiegare perché una vittoria per 4-0 debba valere più di una per 1-0? I punti in palio sono sempre tre! Quindi, ribadisco, grande onore al Catanzaro, ma in serie A c’è andata la squadra che meritava di più. Giusto così, e anche i tifosi e i giornalisti calabresi provino a farsene una ragione…

 

Gianni Santoro