1977: la “fatal” Modena…

Sono trascorsi più di 48 anni, ma quando si parla di Modena-Monza si scopre che i ricordi dei tifosi biancorossi un po’ vintage “sanguinano” ancora. Era il 19 giugno 1977, quel giorno la meravigliosa squadra allenata da Alfredo Magni lasciò sul campo della compagine emiliana tutti i sogni della promozione in serie A, un’impresa che sarebbe stata più che meritata. Di quella partita “maledetta”, vinta dal Modena per 2-1, si son dette le cose più fantasiose e cattive, che tradotte in una frase suonano praticamente così: “𝐼𝑙 𝑀𝑜𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑣𝑜𝑙𝑒𝑣𝑎 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑠𝑒𝑟𝑖𝑒 𝐴”.
Falso, stramaledettamente falso, e chi sostiene il contrario fa un grave torto all’immagine di Giovanni Cappelletti, il presidentissimo che avrebbe dato la vita pur di portare i suoi “bagaj” nell’olimpo del calcio nazionale. Ecco perché chi scrive non ci sta assolutamente alla tesi della “resa” volontaria.

 

Per il Monza un calendario super impegnativo nelle ultime quattro giornate

 

Innanzitutto, il calendario del Monza nelle ultime quattro giornate fu tutt’altro che magnanimo; la formazione biancorossa dovette affrontare tre trasferte, e tutte contro squadre in lotta per evitare la retrocessione (Catania, Brescia e Modena). L’unica gara casalinga di queste quattro fu lo scontro diretto con il Cagliari, ed è proprio durante quella partita che alcuni giocatori monzesi rimasero infortunati, due pedine in particolare, il difensore Pallavicini e, soprattutto, l’attaccante Ugo Tosetto, che, quando era in giornata di grazia diventava un vero incubo per le difese avversarie. Alla vigilia dell’ultima, decisiva giornata, il Monza era secondo in classifica, un punto dietro al Vicenza: una vittoria avrebbe garantito agli uomini di Magni la promozione diretta. Dall’altra però c’era un Modena disperato, e con un solo risultato a disposizione per provare a evitare la serie C: la vittoria. I “canarini” erano penultimi in compagnia di Ternana e Brescia, impegnate in casa.
Un pareggio non sarebbe quindi servito a nulla, mentre al Monza avrebbe garantito quantomeno l’ammissione agli spareggi.
Immaginatevi quindi che partita dall’alto tasso di nervosismo ed emotività! Gran caldo (19 giugno…), 15 mila spettatori sugli spalti, di cui circa 3 mila arrivati dalla Brianza.

 

Il palo di Ardemagni prima del vantaggio modenese

 

Sullo 0-0 il Monza colpì il palo con Ardemagni alla mezz’ora, prima che Rimbano (32°) trovasse dal limite il colpo micidiale (avete presente la prodezza di Birindelli contro la Carrarese?) per il vantaggio modenese. Nella ripresa i biancorossi si avventarono contro gli avversari come belve ferite, mentre la tensione si faceva sempre più forte sia in campo che sugli spalti. Al minuto 56, dopo un lungo assedio, Buriani riuscì a trovare il corridoio giusto per realizzare il gol del meritato pareggio. C’erano ancora più di 20 minuti da giocare, entrambe le formazioni misero in campo il cuore mentre la lucidità veniva meno col trascorrere del tempo. Al mister Alfredo Magni saltarono i nervi e l’inflessibile arbitro Menicucci lo invitò ad abbandonare il campo (foto Di Cuonzo).

 

Al minuto 84 l’autorete beffarda di Michelazzi

 

Non bastava il pareggio al Modena, soprattutto per i risultati che arrivavano dagli altri campi (Brescia-Catania 3-1 e Ternana-Avellino 1-0), serviva un miracolo per evitare la “C”. E il miracolo arrivò al minuto 84 sotto forma di autorete. Un tiro dal limite dell’area di Bellinazzi, sulla cui traiettoria c’era il portiere biancorosso Terraneo, toccò lo stinco di Michelazzi che mandò la sfera dalla parte opposta. Delirio modenese e psicodramma monzese, con conseguente espulsione di De Vecchi a 3’ dal termine. Modena 2 Monza 1, gioia vs disperazione. Nelle lacrime di Alfredo Magni, vanamente consolato da un giovane Adriano Galliani, tutta la delusione per un traguardo che era lì e che è sfuggito via come una saponetta, all’ultimo assalto. Non c’è spazio per malignità e illazioni, solo la consapevolezza che a volte il calcio può sembrare ingiusto e crudele, ma è l’essenza del calcio, gli Dei guardano altrove, magari per un solo attimo, e il fato si compie…

 

Gianni Santoro