1977: per il Monza “malato” un brodino insipido

Quando il Monza ospitò l’Avellino allo stadio Sada (seconda volta nella storia) alla quarta giornata del campionato di serie B, la classifica della squadra biancorossa segnava un impietoso ZERO. Del “Borussia della Brianza”, che aveva incantato tutti fino a qualche mese prima nonostante l’epilogo amaro del campionato, si era persa ogni traccia. Tre partite, tre sconfitte: a Modena per 1-0, in casa con il Cesena per 2-1, quindi a Palermo per 2-0. La panchina di Alfredo Magni era salda, anzi… di più, ma occorreva un immediato cambio di rotta per non restare ancora più isolati in fondo alla classifica e mettere a repentaglio la stagione dopo poche giornate. E contro la formazione irpina, le cose sembravano essersi messe al meglio, grazie alla rete di Scaini messa a segno al 25° del primo tempo (Foto Archivio Il Cittadino).La colpa del Monza fu però quella di sbagliare un’infinità di gol, oltre a una traversa colpita dal solito Scaini.

 

Il pari dell’Avellino dopo i tanti gol mancati

 

Così, nell’ultimo scorcio di gara, arrivò il pareggio della formazione bianco-verde. Che in realtà fu uno sfortunato autogol di Zandonà, minuto 75. Gara terminata quindi 1-1, un brodino insipido per un Monza ancora in divenire dopo la mezza rivoluzione estiva: via Terraneo, Tosetto, Buriani, Braida e Antonelli, dentro Silva, Cantarutti, Cerilli e Zandonà. Ci volle il mercato riparatore di ottobre per dare alla squadra una connotazione ben precisa. Grazie ai nuovi innesti, Pulici, Acanfora, Lorini e Gorin, i biancorossi invertirono la tendenza, arrivando a sfiorare la serie A per la seconda stagione consecutiva.

 

Gianni Santoro