Monza, le ingenuità e i problemi di fondo…

Eh no mister Bianco, questa volta non posso essere d’accordo con te! Non si può ridurre la partita di ieri al semplice episodio del pareggio; per quanto l’ingenuità sia stata pagata cara, purtroppo ieri le amnesie in casa Monza sono state tantissime e non sono frutto del caso. Se dopo 4 minuti di gioco prendi gol da un rilancio che apre il campo ad un “uno contro nessuno” vuol dire che la squadra è superficiale (almeno in quel frangente) e che c’è poca chiarezza sul chi deve fare cosa e farlo bene, perché non può essere Colpani a dover fare 60 metri di campo sperando di recuperare. Tanti, troppi errori tecnici di giocatori che dovrebbero sulla carta fare la differenza ed essere di altra categoria e che invece si portano dietro la stessa sufficienza già citata figlia di un po’ troppa supponenza. Per fortuna ci sono gli aspetti positivi, su tutti Petagna, invocato titolare un po’ da tutti dopo 19 gare e qualche convincente spezzone di partita, migliore in campo insieme a Birindelli e Azzi. Forse non c’è bisogno di chissà quale rinforzo lì davanti, basta far giocare quello giusto, e accorgersi chi sia dopo mezzo campionato è abbastanza grave…

 

La mancanza del colpo da k.o.

 

È buona anche la reazione dopo il gol dello svantaggio, la voglia di recuperare capendo l’importanza di una partita chiave, pur senza una strategia di gioco chiara, ma almeno con la forza di volontà chi sa che con i tre punti ieri avrebbe potuto cambiare da subito il volto alla stagione. Il campionato è ancora lì, da vincere, ma la partita di ieri brucia perché ,dopo averla ribaltata, in 10 contro 11 devi sportivamente ucciderla, non farti schiacciare senza ripartire mai con una squadra che, diciamolo, gioca benino ma non pare essere questa corazzata. Quanto meno devi essere in grado di chiuderti adeguatamente e non subire un gol ingenuo da calcio piazzato che vanifica sforzi e punti preziosi in classifica. Lo dico da settimane, ma ora più che mai è fondamentale la continuità, trovare un nuovo filotto di vittorie consecutive affidandosi alla concretezza e alla concentrazione, alla preparazione minuziosa delle partite, per non ritrovarsi poi fra qualche mese a rincorrere inutilmente chi starà davanti o peggio, vivere di rimpianti per ciò che non è stato o avrebbe potuto essere fatto meglio.

 

Lorenzo Titaro

 

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