Serve un Monza cinico e operaio
Se è vero che tre indizi fanno una prova, che dire dei 15 gol subiti dal Monza nelle prime sei gare di campionato? Sicuramente è nel reparto difensivo la falla da riparare al più presto. Poi si può parlare di squadra comunque viva e battagliera, bella da vedere (a tratti) ma tutt’altro che utilitaristica. La serie A è pane duro, soprattutto per le neo promosse: ci vuole la clava, il fioretto serve poco, anzi nulla. Contro la Lazio, l’inizio è stato un film già visto, in questo primo scorcio di stagione: squadra subito sotto, difesa “allegra” e centrocampo con poco filtro. Siamo sicuri che Forolunsho e Akinsanmiro possono giocare assieme? Non sono uno il doppione dell’altro? Ma torniamo al reparto difensivo, dove Carboni, Lucchesi e Kouadio sono stati in balia della Lazio dal primo minuto, e non solo per demeriti propri. La sensazione condivisa da tutti è stata che a ogni attacco dei biancocelesti ci son venuti i sudori freddi. Giusto continuare a giocare a tre? Probabilmente sì, a patto che il centrocampo protegga di più.
Manca il giusto “collante” tra i reparti
Ma qui sorge un altro problema: devi sì difenderti, ma anche essere propositivo. E, come detto, Forolunsho e Akinsanmiro, per ora di propositivo hanno fatto vedere ben poco. In attesa del ritorno di Pessina, sembra che lì in mezzo le alternative siano carenti, e se è vero che il centrocampo è il polmone di tutta la squadra, non siamo messi molto bene. In tutto ciò, l’attacco sembra al momento offrire le garanzie migliori. E’ andato a segno in tutte le sei partite (con sei giocatori diversi) anche se contro la Lazio si è sbagliato l’inimmaginabile. Il principale problema resta lì in mezzo, dove manca il giusto “collante” tra i reparti. Cantiere aperto? D’accordo, ma speriamo ancora per poco: la salvezza è un sentiero tortuoso ma possibile, a patto che la squadra diventi più cinica e con lo spirito giusto della “provinciale”: magari meno bella ma terribilmente concreta. Questa è l’unica cosa che conta: per la classifica e per i tifosi pragmatici. Che, ci auguriamo, siano la maggioranza…
Gianni Santoro