Juric: “scacco” al Bianco…

Iniziamo col dire che saremmo degli ingrati se non riconoscessimo a Paolo Bianco i giusti meriti per aver riportato il Monza in serie A dopo un solo anno di purgatorio, seppur con il fiatone finale e qualche brivido di troppo. Detto ciò, ci godiamo la frizzante squadra plasmata (ancora solo in parte) da Ivan Juric, mettendo in rilievo una differenza sostanziale tra il Monza di oggi e quello di ieri. Bianco, per sua stessa ammissione, aveva tra le mani una fuoriserie, e tutti gli addetti i lavori avevano pronosticato la formazione biancorossa come la principale favorita. Sono stati battuti dei record, questo è vero, ma è altrettanto vero che il gioco proposto non è quasi mai entrato nelle simpatie e nelle fantasie dei tifosi. Il Monza attuale, viceversa, è stato costruito investendo risorse finanziarie molto limitate, ma con grande acume e lungimiranza; tanti giovani su cui scommettere, e qualche profilo interessante con esperienza, pur non parlando di giocatori di estremo livello.

 

Ogni piccolo progesso va considerato un punto di partenza

 

Qui la mano di un esperto come Juric sembra aver già lasciato il segno. Il Monza, in queste prime sette partite, ha sempre fatto vedere cose egregie anche le quattro volte che ha perso. Bene il primo tempo con l’Inter, bene con l’Udinese e Lecce, dove episodi e isolate amnesie difensive sono costate (troppo) care, bene contro la Lazio con un secondo tempo di grande reazione nonostante l’uomo in meno. Le fondamenta ci sono, ora serve continuità e consapevolezza di poter dire la propria su ogni campo, sempre mantenendo il “low profile” e considerando ogni piccolo progresso come un punto di partenza e non d’arrivo. Fino a oggi abbiamo dimostrato di non essere da zona Champions, ovviamente, ma nemmeno la vittima sacrificale di un campionato che è appena sbocciato e che ci può regalare, si spera, tante altre partite come quella contro il Cagliari.

 

Gianni Santoro