Monza sorride, meno smalto ma tre punti d’oro

Il calcio è davvero strano, ed è proprio per questo che non annoia mai. Succede che il Monza vinca la sua prima partita in campionato proprio alla fine della gara meno convincente disputata fin qui. Intendiamoci: non si può parlare ovviamente di una prestazione negativa, con il solo risultato da salvare, di sicuro però il Sassuolo è stato l’avversario (Inter a parte) più ostico contro cui giocare. Buon possesso palla, schemi semplici ma perfettamente collaudati, facilità ad arrivare alle conclusioni. Nel primo tempo la squadra biancorossa, dopo un buon avvio, è stata spesso in balia degli emiliani, trovando pochissimi punti di riferimento e allungandosi colpevolmente rispetto alle precedenti prestazioni. C’è voluta la bravura e l’intuito di Tornqvist per restare a galla, i neroverdi avrebbero certamente meritato il vantaggio più di quanto non spettasse al Monza. Ma il calcio, dicevamo, è strano; nella ripresa la squadra di Juric ha ritrovato gli equilibri e le giuste distanze tra i reparti, ha fatto più pressing e ha “pescato” il vantaggio grazie alla ditta Varela-Muric, colpo di testa dell’attaccante portoghese e papera planetaria del portiere ospite.

 

C’è ancora tanto da lavorare, ma questi giovani promettono davvero bene

 

Il gol ha avuto il merito di trasmettere fiducia e autostima, ma si è sofferto fino all’ultimo perché il Sassuolo è squadra vera, tosta, e lo ha ampiamente dimostrato in questo primo scorcio di stagione. Dopo il rigore di Varela (che finalmente il Monza abbia trovato un attaccante da doppia cifra?) gli emiliani hanno cercato di raddrizzare la gara senza scomporsi, il 2-1 per fortuna è arrivato sul tramonto della gara, ma durante il recupero i brividi sulla schiena dei tifosi biancorossi non sono mancati. Il Sassuolo è rimasto al… palo e i biancorossi hanno potuto brindare al primo successo in campionato e terzo in generale, considerando anche la Coppa Italia. Bene, quindi, ma non benissimo; lo stesso Juric ha ammesso che bisognerà ancora lavorare, e di brutto. La lunga sosta (due turni!) arriva forse a proposito per permettere al gruppo di perfezionare i dettagli così da proporre, alla ripresa del campionato, una squadra completa e pienamente consapevole delle proprie possibilità. Il tecnico, nel frattempo, si “coccola” i suoi tanti giovani; profili davvero molto interessanti e non solo in prospettiva. Presto per poter dirlo con certezza, ma la sensazione che sta prendendo sempre più corpo è che la dirigenza abbia lavorato molto bene dietro le quinte.

 

Gianni Santoro