Chapeau, mister Bianco!

Una notte da leoni, parte prima. Mamma mia, quante emozioni a Catanzaro! E quell’urlo liberatorio dagli appartamenti, dai bar, oltre che, naturalmente, dallo spicchio di curva del “Caravolo” popolato da quasi 150 temerari biancorossi. Mamma mia! Come sembra lontano il pomeriggio di Mantova e i fantasmi che sono riemersi dopo quella partita maledetta. Come sembra lontana la frustrazione di appena 12 mesi fa, con il Monza di nuovo nella dimensione definita dalla stragrande maggioranza di persone “il suo habitat naturale”. Spesso non sono stato tenero con Paolo Bianco (non lo sono stati in molti, a dire la verità), ma dopo il 2-0 di Catanzaro faccio volentieri marcia indietro e, oltre a scusarmi con il mister, gli rivolgo i miei più sinceri complimenti. Qualcuno dirà: “Troppo facile, adesso”, e qui sta l’errore. Molti non cambiano idea nemmeno di fronte all’evidenza (da qui il celebre aforisma Solo gli imbecilli non cambiano mai idea), altri, come me, non hanno problemi a farlo, non certo per questioni di convenienza. Sostenuta e protetta da Bianco, la squadra biancorossa ha saputo ricompattarsi proprio quando la frustrazione per la mancata serie A diretta poteva produrre effetti devastanti. Nel 2-0 del “Ceravolo” c’è tutto: volontà, determinazione, potenza, maturità, compattezza, spirito di gruppo, e tante altre qualità ancora. E il mister è stato bravissimo a farsi scivolare addosso tutte le critiche (in parte giuste eh…) ricostruendo il suo Monza nello spirito e nella carne.

 

Hernani e Caso, gol da francobollo celebrativo!

 

Tutto deciso? Non pensiamolo nemmeno! Il calcio, fuori da ogni metafora, non ha mai smesso di dimostrarsi una scienza inesatta. C’è l’ultimo scoglio da superare, c’è da scrivere il sequel de ‘Una notte da leoni’ e farla diventare “parte seconda” (e ultima, a differenza del film che di parti ne ha avute tre). Per ora ci godiamo i ricordi di una serata pazzesca, lustrandoci e rilustrandoci gli occhi guardando i super gol di Hernani e Caso, uno più bello dell’altro. A proposito: avete avuto anche voi la sensazione che, guardando i replay riproposti da tutte le angolazioni dalle tv sul tiro di Birindelli, quel pallone prima o poi sarebbe finito in rete anziché sulla traversa? Avete avuto anche voi l’oscuro presagio che, dopo troppi gol sfiorati di un niente, sarebbe arrivata la beffa? Per fortuna le cose sono andate come dovevano, ha vinto la più forte (per adesso). Cogliamo l’attimo e viviamo questa attesa infinita che finirà nella notte del 29 maggio. Con l’epilogo, si spera, che questa squadra merita al 100%.

 

Gianni Santoro