La partita perfetta del Monza di Bianco

Certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai…  Ecco, quella di ieri è stata una notte così, da restare svegli per rendersi conto che non si è trattato di un sogno. Esagerato? Può darsi, ma dopo tanti “storcimenti di naso” questa volta devo fare un grande elogio a Paolo Bianco per come ha “disegnato” il suo Monza contro la Juve Stabia e per le emozioni che la partita ha saputo riservare al numeroso pubblico dell’U-Power Stadium. A mio avviso è stata una delle partite più belle degli ultimi cinque anni davanti alla propria tifoseria. Va detto che la formazione campana esce di scena con il pieno onore delle armi, e se ieri non è stata incisiva e pericolosa come si temeva, la stragrande parte del merito va all’allenatore biancorosso per come ha saputo preparare tatticamente (e psicologicamente) la gara. Nessun calcolo, nessuna speculazione dopo il pareggio dell’andata, testa bassa e via, come si partisse da 0-2 anziché 2-2. Forse la formazione iniziale ha destato qualche perplessità, leggendo i nomi, ma si è capito subito che le scelte erano azzeccate. Colpani è apparso in buona forma, così come Azzi, mentre Colombo ha preso le mani del centrocampo con la tranquillità del veterano. Cero, qualcosina ha sbagliato in fase di “filtro”, ma a un giovane certe cose si possono anche perdonare, soprattutto se non incidono nell’economia della gara.

 

Bakoune e Cutrone, sliding doors…

 

Così, dopo un primo tempo in cui il Monza si è sicuramente fatto apprezzare di più, la ripresa ha mostrato un volto del tutto diverso. I biancorossi hanno avuto qualche fiammata ma poi, con il passare dei minuti e il risultato più che mai in bilico, ecco l’ingresso di chi avrebbe indirizzato la partita sul binario giusto. Bakoune ha ispirato con la personalità di un leader, Cutrone ha messo sul piatto la sua scaltrezza ed esperienza, segnando un gol “rapace”. Si era al minuto 85 e l’U-Power Stadium è esploso in un boato liberatorio, un boato da… serie A. Game over? Macché! Con l’unico tiro in porta di tutta la partita, nato da un erroraccio di Alvarez (che poi si divorerà un gol fatto…), i campani pareggiano e attentano alle coronarie dei tifosi biancorossi per cinque, interminabili minuti, fino a quando Cutrone dice ad Alvarez “Si fa così” e certifica l’approdo del Monza alla finale play-off. Troppo facile senza soffrire, eh? Mannaggia! Ma alla fine è stata festa grande, come ai bei tempi. Mi è sembrato di rivivere, per certi tratti, il 29 maggio di Pisa, dove il ritornello era lo stesso:  “Certe notti sei sveglio, o non sarai sveglio mai…”

 

Gianni Santoro