Mazzo: ai vertici societari prima con Colombo, poi con Berlusconi (4a parte)

Il figlio di Felice Colombo, Nicola, anch’egli imprenditore, ai vertici, con il padre, della società Cogefin (acronimo di Colombo Gestioni Finanziarie), il 2 luglio 2015, affiancato da Carmine Castella e dall’associazione di tifosi Comitato Cuori Biancorossi, salvò il gruppo brianzolo da una brutta fine, consegnando al giudice delegato e ai curatori fallimentari del Tribunale civile di Monza, andati deserti i precedenti tentativi di aggiudicazione, la busta contenente l’offerta di 50.000 Euro, la base d’asta, dopo la dichiarazione di fallimento del 27 maggio e costituendo la Società Sportiva Dilettantistica Monza 1912.

 

Nicola colombo, nel 2015, salvò il Monza da una brutta fine, iscrivendolo al campionato di serie D

 

 

Alla fine del mese, seguì la regolare iscrizione della squadra al campionato di Serie D, con Colombo presidente per il successivo triennio, prima della cessione a Silvio Berlusconi, su forti pressioni dell’amico Adriano Galliani. In quella intricata situazione, a causa della notevole cifra richiesta per rilevare gli asset e saldare i debiti sportivi, nonché per i troppi elevati stipendi ed ingaggi da pagare per proseguire l’attività con il personale ed i giocatori a disposizione, Nicola evitò, seppure a malincuore, d’intervenire prima e conservare così il titolo sportivo, stoicamente difeso sul campo sino all’ultima giornata di campionato.

 

Purtroppo, Nicola Colombo, dopo aver rimesso in carreggiata il Monza, si trovò a dover lottare disperatamente contro una pesante malattia che, pian piano ma inesorabilmente, gli fece perdere notevolmente peso, scordare il suo glorioso passato e rendere sempre più problematico l’uso delle gambe per gli spostamenti. Poi, nella notte tra giovedì 7 e venerdì 8 maggio, giorno dell’ultima partita di campionato del suo Monza contro l’Empoli, l’ex presidente è venuto a mancare all’Hospice San Pietro, dove era ricoverato da circa un anno, la stessa struttura presso la quale il 7 dicembre 2018, all’età di 83 anni, aveva cessato di vivere anche Gigi Radice, vittima dell’alzheimer, patologia neurodegenerativa progressiva simile a quella, poi, fatale anche al buon ‘Nico’.

 

“Gli ho voluto bene – ha scritto Roberto Mazzo, in una toccante nota dedicata all’amico dopo la scomparsa – perché era vero, era puro ed era innamorato del nostro Monza. Quante partite, quanti viaggi in macchina e quante cene insieme! Si era creato con lui un rapporto davvero bello, sincero e di grande confidenza. Passavamo giornate, assieme anche a ‘Iaco’ (Vincenzo Iacopino, l’ex SLO biancorosso, n.d.r)  ed a ‘Pippo’ (Filippo Antonelli Agomeri, l’ex direttore sportivo biancorosso, n.d.r.), a guardare giocatori, fantasticando su chi avremmo potuto prendere e chi no e serate a parlare del Monza, con passione e mille ricordi, quelli del vero calcio romantico. Credo che Nicola, con tutti noi, abbia trascorso un periodo bello. Averlo affiancato, nella gestione del  Calcio Monza, mi riempie di orgoglio, proprio come ha scritto la nostra curva Pieri, a cui l’ex presidente teneva tanto, onorandolo per aver ridato dignità ed entusiasmo ad una intera città. Grazie! Un abbraccio grande ad Antonella, ad Asia e ad Andrea, nonché al papà Felice. Ciao amico mio, riposa in pace”.

 

Il resto della storia biancorossa – con Roberto Mazzo, assieme all’Amministratore Delegato e Vicepresidente Vicario Adriano Galliani, rimasto a difendere la ‘monzesità’ nell’ambito del Cda della società, arrivata il 29 maggio 2022 in Serie A, dopo 110 anni d’attesa – è storia recentissima e conosciuta da tutti. Per festeggiare questo storico traguardo, il proprietario della Miflex 2, intimo amico dell’ex sindaco Dario Allevi, con il quale segue quasi tutte le partite dell’AC Monza, pochi giorni dopo l’ambito successo, con un signorile e squisito gesto, offrì, a titolo personale, ad un gruppo di amici giornalisti monzesi, una simpatica cena in un rinomato ristorante di Vimercate, bissando quanto fatto dall’allenatore Giovanni Stroppa la settimana precedente in uno storico locale della città di Teodolinda, a quattro passi dall’Arengario.

 

Enzo Mauri
(Fine quarta parte)