Meglio la spada del fioretto…

Il Monza vince una partita importantissima quanto difficile con l’Avellino e si rilancia in zona promozione superando il Frosinone sconfitto, in maniera sfortunata, in casa dalla capolista Venezia. Una vittoria di carattere, di volontà e di orgoglio prima che di gioco e di idee ma tanto è sufficiente per riportare i nostri nella zona d’oro della classifica, quella che, se il campionato finisse oggi, garantirebbe la promozione diretta nella massima serie. Un primo tempo difficile, scorbutico, con una squadra che mira a chiudersi e ripartire cercando spazi nella retroguardia Monzese, tattica che trova il suo compimento al 7’ minuto della ripresa su una sciagurata avventura palla al piede di Brorsson (ma siamo sicuri che sia proprio la scelta migliore là dietro?) gettando nel silenzio lo U-Power Stadium ma per nostra fortuna non i ragazzi in campo che anzi, reagiscono con forza al gol irpino.

 

L’elogio alla grinta e al carattere

 

Dice Bianco, e con buona ragione, che recuperare le partite in Serie B è difficilissimo: tutto vero, infatti facciamo una fatica incredibile a trovare qualche azione preziosa con cui provare a ribaltare la gara nonostante uno sforzo davvero importante di tutto il collettivo e anche contro il solito arbitraggio che definire insufficiente è praticamente un complimento: rigori visti e poi non visti, dati e non dati, fischi casuali e quella sensazione dall’inizio di campionato di essere di fronte ad una classe arbitrale davvero scadente. Pessina domina il centrocampo, va detto, prestazione da vero capitano questa volta per il numero 32 che guida, anima e accende traccia la strada sempre con lucidità. Colpani sembra tornare piano piano ai suoi livelli e per caso non segna, cosa che riesce invece a Cutrone alla prima vera possibilità e che fa interrogare sempre di più sulla qualità delle prestazioni di Mota che, invece, non la butta dentro mai, nemmeno se si giocasse con le mani. Bene Azzi, non è una novità, bene anche Caso che quando entra lo fa con personalità cercando di inventare qualcosa che rompa gli schemi e bene anche Colombo stavolta, con voglia e anche con attenzione, mentre meno bene dietro e devo dire anche Thiam che sul gol non pare posizionato nella maniera corretta al di là della distrazione del nostro difensore svedese. In generale, però la reazione, la grinta, l’attaccamento ad un risultato fondamentale sono da elogiare e sono ciò che deve guidarci fino alla fine dell’anno: saranno tante battaglie, già a cominciare da mercoledì con il Sudtirol, via il fioretto, continuiamo con la spada!

 

Lorenzo Titaro

 

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