Nicola Colombo, il presidente “salvatore” prima dell’era Fininvest (5a p.)
La cessione del Monza a Silvio Berlusconi da parte di Nicola Colombo prese forma ad Arcore, presso Villa San Martino, un lunedì di metà settembre 2018, in occasione dell’abituale pranzo settimanale di lavoro, da anni voluto dal Cavaliere per fare il punto sulla situazione business del gruppo e discuterne gli aspetti più rilevanti con il fratello, i figli, i principali manager Fininvest, compreso l’avvocato Ghedini e l’immancabile amico Adriano Galliani. In settimana, il mitico ‘Condor’, da fine novembre 2013 uscito dal Milan, era venuto a sapere che Nicola Colombo stava trattando con un gruppo americano per la vendita della società biancorossa. Dal club rossonero, l’allora amministratore delegato si era staccato sbattendo la porta, tanto da rilasciare, in quell’occasione, all’Ansa, in data 29 novembre 2013, un breve comunicato stampa da brividi: ‘’Lascio, con o senza accordo sulla buonuscita. Sono offeso; non è così che si opera il ricambio generazionale; lo si fa con eleganza! Mi dimetto per giusta causa nei prossimi giorni, forse aspetto la sfida di Champions con l’Ajax. Comunque non mi faccio rosolare…”. Galliani non aveva proprio gradito la nomina, avvenuta poche settimane prima, di Barbara Berlusconi, figlia di Silvio, a secondo amministratore delegato e vicepresidente del Milan, messa al suo fianco, per curare la parte commerciale del club. Tornando invece a quel giorno autunnale a Villa San Martino si racconta che, passeggiando nel parco con il Cavaliere, prima di accomodarsi a tavola, Adriano Galliani, già elaborando nella mente l’allettante prospettiva di un coinvolgimento Fininvest nelle vicende biancorosse, mise al corrente il presidente di ciò che balenava in quei giorni nella testa di Nicola Colombo, in stretto contatto con uomini d’affari dell’America. Solo poche parole nel frangente, senza ricevere riscontri o commenti da parte di Silvio Berlusconi, impegnato a raggiungere tutti gli invitati, diretti alla vicina sala per consumare il pasto.
Il pranzo del lunedì a Villa San Martino di Arcore e la proposta al “patron” del Monza
Nel bel mezzo del pranzo, poi, il Cavaliere, a sorpresa, si alzò in piedi e, con un grande sorriso, annunciò ai commensali la notizia calcistica appresa pochi minuti prima dall’amico di una vita, chiedendo il loro parere su una eventuale possibile acquisizione della società brianzola da parte del loro gruppo. La risposta fu unanimemente positiva e, a quel punto, il padrone di casa, tralasciando per l’occasione il tradizionale ‘lei’, si rivolse direttamente a Galliani con un lapidario invito: ‘’Adriano, vai e fai!’’. Si racconta che l’ex dipendente comunale di Monza, emozionatissimo, depose la forchetta sull’ancora fumante piatto di pasta e, scusandosi con i presenti per la, a suo dire, sopravvenuta mancanza di fame, abbandonò in tutta fretta Villa San Martino. Galliani telefonò subito al suo vecchio amico Felice Colombo, presidente del Milan, prima che lui ne diventasse una decina d’anni dopo amministratore delegato, per sondare la fattibilità dell’operazione e invitarlo, in caso di risposta affermativa, a interrompere la trattativa con gli americani. Quindi fece uno squillo anche al figlio Nicola per metterlo al corrente del colloquio avuto, via filo, poco prima con il padre e per assicurargli che per chiudere la questione sarebbe bastato solo indicare la cifra, in pratica tutto quanto speso da lui nel periodo monzese, e porre la propria firma su un foglio da consegnare poi al notaio del Gruppo Fininvest. Concluse le due telefonate il ‘Condor’ si diresse in auto, a tutta velocità, negli uffici dei Colombo per sancire amichevolmente la cosa con una stretta di mano, come si faceva un tempo tra galantuomini. Prima di sera, a solo 4/5 ore dal pranzo interrotto con la famiglia Berlusconi ad Arcore, il Monza era in pratica già passato nelle mani di Silvio Berlusconi.
La conferenza stampa alla sede dell’Associazione Industriali, con Colombo ancora presidente
Nei giorni seguenti, dopo l’incontro con il notaio per validare l’accordo, Galliani organizzò una conferenza stampa nella sede monzese dell’Associazione Industriali in viale Francesco Petrarca, ai Boschetti Reali, per annunciare a tanti giornalisti e alle principali televisioni la finalizzazione dell’acquisizione del 100% della Società Sportiva Monza 1912 dalla famiglia Colombo, con Nicola confermato presidente (almeno per il momento) dall’assemblea dei soci, all’interno del nuovo Consiglio di amministrazione. Questo figurava composto, oltre che da lui, da Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, da Adriano Galliani, da Roberto Mazzo e da Danilo Pellegrino, amministratore delegato della Fininvest. Solo successivamente, il ‘Condor’ venne nominato, dallo stesso Consiglio, amministratore delegato dell’AC Monza di proprietà di Silvio Berlusconi. Queste le sue prime parole in merito: ‘’Il Monza è la mia vita. Ho fatto dieci anni qui, fino a quando Berlusconi mi ha chiamato al Milan. Ogni domenica, subito dopo la partita dei rossoneri, chiedevo il risultato del Monza. Sono stato uno dei primi a complimentarmi con Colombo per la promozione in Serie C. Ho il Dna del Monza nel sangue; lo seguo da quando avevo 5 anni, anche perché mia mamma era dipendente di un ex presidente biancorosso. È un’operazione romantica, un atto d’amore di Berlusconi e del sottoscritto. Questa trattativa nasce come un accordo verbale; non abbiamo mai scritto una mail o altro. Ci siamo dati la nostra parola fino a questa mattina. Colombo ha operato benissimo; ci lascia una squadra al primo posto; basta tenerlo altre 35 partite…’’. Le cose, poi, nel corso della sua prima stagione da amministratore delegato biancorosso non andarono proprio così…
(Fine quinta parte)
Enzo Mauri