Nicola Colombo, il presidente “salvatore” prima dell’era Fininvest (6a p.)
Alla fine del 2018, a circa tre mesi dalla conferenza stampa presso la sede degli industriali brianzoli, arrivò un nuovo comunicato stampa della Fininvest, con l’annuncio dell’uscita di scena totale di Nicola Colombo dalla società biancorossa, per far posto alla presidenza a Paolo Berlusconi. Questo il testo: ‘’Il Consiglio di Amministrazione della S.S. Monza 1912, riunitosi oggi, ha esaminato e approvato il bilancio del secondo semestre 2018. Il C.d.a. ha inoltre accolto le dimissioni del presidente Nicola Colombo e in seguito cooptato come nuovo membro del consiglio Leandro Cantamessa. Infine, è stato nominato presidente della società il consigliere Paolo Berlusconi. A nome dell’intera società, delle squadre e di tutti i dipendenti e collaboratori della S.S. Monza 1912, il Consiglio ha ringraziato Nicola Colombo per l’impegno e lo sforzo profusi, riportando la società nel calcio professionistico, oltre che per la preziosa collaborazione nel favorire l’ingresso dell’azionista Fininvest e l’inizio di una nuova, importante fase nella storia del club.’’. Tornando alla famiglia Colombo, l’ottantottenne Felice, dimenticate le ‘sparate’ con le sue potentissime Porsche e Maserati sulle strade lombarde, adesso, pur con il pensiero sempre rivolto al figlio Nicola, in lotta negli ultimi anni contro una grave malattia, si dedica sempre più al golf, come bravo giocatore dilettante e quale proprietario di importanti circoli nel cuore della Brianza, non rinunciando, saltuariamente, a ritempranti vacanze al mare e non perdendo mai di vista, business, case e aziende di famiglia. L’appagante ingaggio di Nils Liedholm, lo ‘scudetto della stella’, il coinvolgimento, con altri tesserati rossoneri, nello scandalo del ‘totonero’, con la conseguente retrocessione d’ufficio della squadra milanese in Serie B e la personale squalifica a vita da cariche sportive, seguita dall’inevitabile cessione del prestigioso club di via Turati a Giuseppe Farina, sono ormai lontanissimi ricordi, sbiaditi dal tempo, tra un drive e l’altro.
L’amaro e beffardo destino dell’ex presidente biancorosso
Diverso, purtroppo, è il discorso da fare per il cinquantasettenne figlio Nicola, bloccato negli ultimi anni da una pesante patologia, giunta, improvvisamente, poco tempo dopo la cessione del Monza a Silvio Berlusconi. Con la mente sperduta e sempre lontana dalla realtà del momento, con la memoria ormai irrimediabilmente in balìa di amnesie e dimenticanze, con pesanti problemi di deambulazione, l’ex presidente biancorosso, molto dimagrito a causa della malattia, non ha potuto neppure gustare, con la dovuta consapevolezza, la promozione della sua vecchia squadra in Serie A. Per lui, il club biancorosso si è fermato al campionato di ‘D’, quando il suo intervento fu determinante per poterne continuare la storia, e lì sta ancora giocando. Da diversi mesi, il buon ‘Nik’ si trova ricoverato presso la RSA San Pietro, una struttura residenziale che si colloca all’interno della rete dei servizi per anziani presente nella città di Monza, al Rondò dei Pini. Qui aveva trascorso i suoi tristi ultimi anni di vita, vittima dell’Alzheimer, anche Gigi Radice. Di Nicola Colombo, brianzolo estroverso, dalla parlantina facile e dallo stile anglosassone, conservo due bellissimi ricordi. A metà pomeriggio di giovedì 2 luglio 2015, mi trovavo a camminare con mia moglie a Monza, nella centralissima via Vittorio Emanuele, quando la mia attenzione venne attratta da una quarantina di persone ferme davanti alla sede staccata del Tribunale, all’altezza del numero civico 5, con sciarpe e bandiere biancorosse svolazzanti in aria. Subito inquadrai la situazione e, trascinato dall’immancabile super tifoso Angelo Scotti, abitante a un tiro di schioppo da lì, in via Bergamo, finii per abbandonare la mia signora agli acquisti in uno dei vicini negozi e unirmi a loro. Dopo pochi minuti d’attesa, dal grande portone d’ingresso del vecchio edificio, comparve, in giacca grigia e camicia azzurra aperta sul collo, un sorridente Nicola Colombo, che mi si avvicinò, annunciandomi d’aver acquistato, pochi minuti prima, il Monza all’ultima asta per 50.000 euro. Mentre un tifoso gli poneva tra le mani una sciarpa biancorossa del Monza Club Libertà, io mi complimentai subito con lui, ma il nuovo ‘numero uno’ del Monza, pur ringraziandomi, mi invitò a riservare le belle parole per altri momenti, magari in occasione di auspicabili promozioni della squadra, poi, puntualmente arrivate in breve tempo.
“Nik” Colombo con Brocchi e Mazzo, alla presentazione del libro “Vittorio Brambilla, il mago della pioggia”
L’altro ricordo risale alla presentazione del mio primo libro ‘Vittorio Brambilla – Il mago della pioggia’, tenutasi il 6 marzo 2019, presso la ‘Sala Stampa Tazio Nuvolari’ dell’allora Monza Eni Circuit. Nicola Colombo non volle mancare all’appuntamento, presentandosi puntuale con la moglie e accomodandosi al fianco dell’allora trainer biancorosso Cristian Brocchi e del vicepresidente Roberto Mazzo, accompagnato dal padre Pietro, presidente prima dell’Unione Società Sportive Monza Brianza, poi dell’Associazione Sportiva Amici dell’Autodromo e del Parco. Al termine del ‘vernissage’, presentato dall’amico giornalista Carlo Gaeta, con interventi dei colleghi scrittori Pino Allievi e Giorgio Terruzzi e seguito in loco da circa 250 amanti dei motori, ‘Nik’ mi abbracciò, complimentandosi sia per la brillante presentazione che per il contenuto del libro. Devo dire che le sue sincere e appassionate parole mi fecero un enorme piacere.
(Fine sesta parte)
Enzo Mauri