Nicola Colombo, il presidente “salvatore” prima dell’era Fininvest (7a p.)

La gloriosa storia dell’AC Monza, come tutti gli sportivi brianzoli ben sanno, si è arricchita, recentemente, del capitolo Serie A, scritta trionfalmente nella prima stagione del 2022-2023, sfiorando addirittura l’Europa, riproposta similarmente nella seconda, ma con un girone di ritorno in netto calo e chiusa nella terza (si spera solo per il momento) con una clamorosa retrocessione in ‘B’, caratterizzata dall’ultimo posto in classifica quasi mai abbandonato per tutta l’annata. Unica soddisfazione per i tifosi brianzoli, nell’amaro torneo 2024-2025, aver evitato, grazie alla vittoria nella terzultima gara di campionato a Udine, il record negativo della squadra con il punteggio finale in graduatoria più basso da quando la massima categoria vede in lizza 20 contendenti e il successo vale 3 punti (primato rimasto alla Salernitana, per aver chiuso la stagione 2023-2024 a quota 17).

 

Dopo 110 anni di attesa, il Monza conquista la serie A vincendo i playoff contro il Pisa

 

Ottenuta il 29 maggio 2022, dopo 110 anni d’attesa, la promozione in Serie A, grazie alle due vittorie nella doppia finale playoff contro il Pisa, i biancorossi di Silvio Berlusconi esordirono nel la massima categoria il 13 agosto, con una sconfitta interna per 2-1 contro il Torino. Il gol di Dany Mota, nei minuti di recupero, rappresentò la prima marcatura del Monza in ‘A’. Dopo cinque sconfitte consecutive nelle altrettante prime partite di campionato, la compagine brianzola ottenne il suo primo punto in classifica solo l’11 settembre, al sesto turno (1-1, in trasferta contro il Lecce).Piazzato all’ultimo posto, con un solo punticino in sei gare, Berlusconi e Galliani pensarono, allora, di rimpiazzare Stroppa con l’allenatore della formazione Primavera Raffaele Palladino. All’esordio sulla panchina dell’U-Power Stadium, l’ex attaccante bianconero guidò, sorprendentemente, la sua nuova squadra al primo storico successo in ‘A’, il 18 settembre, vincendo per 1-0, in casa contro la Juventus. Il Monza finì la stagione all’undicesimo posto con 52 punti, il secondo miglior punteggio per una formazione esordiente nella massima categoria (record rimasto del Chievo, con il raggiungimento di quota 54 nel torneo 2001-2002). La seconda annata in Serie A del Monza, con Palladino sempre alla guida, si rivelò anch’essa positiva. Nonostante la morte del patron Silvio Berlusconi e la cessione di alcuni importanti elementi della ‘rosa’, quali Carlos Augusto e Nicolò Rovella, la squadra biancorossa disputò infatti un’altra buona stagione, raggiungendo, nuovamente una tranquilla salvezza, con il dodicesimo posto finale a quota 45. Andatosene Palladino, attratto dalle sirene della Fiorentina, società impegnata anche in Europa, l’’undici’ biancorosso fu affidato ad Alessandro Nesta, reduce da un onesto campionato tra i ‘cadetti’ alla guida della Reggiana.

 

Nesta, esonerato due giorni prima di Natale, per essere poi richiamato il 10 febbraio

 

Dopo un inizio pessimo, caratterizzato da 10 punti in 17 partite e da un solo successo, il 23 dicembre, proprio due giorni prima di Natale, l’ex difensore rossonero venne sostituito in panchina da Salvatore Bocchetti, pure lui ex giocatore del Milan, seppure con trascorsi calcistici imparagonabili con il grande collega. Il modesto trainer napoletano si dimostrò subito inadeguato per la causa biancorossa, rimediando un’unica vittoria, in casa contro la Fiorentina per 2-1 e trovando quindi l’esonero il 10 febbraio, dopo un mese e mezzo d’infruttuosa attività in Brianza, all’indomani della pesante sconfitta esterna per 5-1 contro la Lazio. Richiamato Nesta, il Monza, smembrato dei suoi migliori giocatori per questioni di recupero capitali da parte della proprietà e per nulla rinforzatosi sul calcio mercato di gennaio, non riuscì mai a recuperare punti sugli altrettanto claudicanti Venezia, Empoli e Lecce, trovando la retrocessione anticipata il 4 maggio, alla trentacinquesima giornata, dopo un bruttissimo 4-0 subito in casa contro l’Atalanta.

 

L’ex presidente Colombo mai presente da spettatore nel cammino del Monza in serie A

 

Per le partite di queste tre stagioni dei biancorossi in Serie A, Nicola Colombo, già alle prese con il progredire della brutta malattia capitatagli poco tempo dopo la sua uscita di scena dal Monzello, non si fece più vedere. La sua presenza non fu mai segnalata neppure in qualche tranquillo incontro all’U-Power Stadium, poco distante da casa sua a Bellusco. Stesso discorso per il padre Felice, sempre più attratto dagli impegni sul green e, a distanza, da quelli imprenditoriali della famiglia. Solo la cognata Clelia Volpari, tenendo fede al suo intramontabile amore per i colori biancorossi, tornò a salutare i vecchi amici, accompagnata dal marito e dal figlio, per una delle ultime gare interne di Serie A, come invitata nell’ambito del programma ospitalità alla ‘Ville Reale Lange’ e alla tribuna vip dell’U-Power Stadium.

 

(Fine settima parte)

 

Enzo Mauri