Marchesi

L’impresa dell’ex vigile tifoso del Monza

 

Piero Marchesi, classe 1960, originario di Lissone, ma da parecchi anni residente a Velate, località Il Dosso, appassionato di sport e tifoso del Monza dalla giovane età, dal 1997 al 2025, anno del raggiungimento della pensione, ha svolto il compito di vigile urbano, anche motociclista, nella sua città nativa. La celebrità l’ha però raggiunta 24 mesi fa, facendo registrare un’impresa originale e per certi versi epica: il raggiungimento, partendo dalla propria abitazione in Brianza, della famosa cattedrale di Santiago de Compostela, nella regione della Galizia, nel nord-ovest della Spagna, dopo 2.200 chilometri di faticosa percorrenza, a cavallo di un vecchio Velosolex, il bicimotore creato nel 1946 dall’azienda meccanica francese Solex e prodotto sino al 1988 in circa sei milioni di esemplari. Il piccolo motorino nero, simbolo a due ruote della gioventù dei mitici anni Sessanta, simile, per intenderci, allo storico Mosquito della Casa brianzola Garelli, fu, per l’occasione, interamente messo a nuovo, motore compreso, dallo stesso Marchesi con tutti pezzi originali fatti arrivare dalla Francia e dall’Olanda e con l’aggiunta di un serbatoio supplementare sul tubo verticale del telaio, di un contachilometri sul manubrio e di due capienti borse ai lati della ruota posteriore.

 

Ora, a distanza di due anni, l’ex vigile lissonese torna a mettersi alla prova, partendo il 28 maggio, sempre dalla propria abitazione, per raggiungere la Mongolia, attraverso la Russia, con una motocicletta indiana Royal Enfield Enduro 450, con una previsione di 20.000 chilometri complessivi da coprire nell’arco dei prossimi due mesi. Per quanto riguarda gli aspetti sportivi, bisogna rimarcare che il buon Piero è un appassionato di motociclismo, a tutti i livelli, ma anche un attento osservatore di calcio, disciplina che praticava da ragazzo, all’oratorio, con il ruolo di portiere. Non lo si può definire un accanito supporter del Monza, non frequentando abitualmente l’U-Power Stadium, ma, questo sì, un grande simpatizzante, seguendo puntualmente le varie partite in tv, sempre attento alle vicende ed ai risultati della squadra brianzola.

 

Marchesi, che adorava Sepp Maier, l’ora ultraottantenne portiere della Germania Ovest e del Bayern Monaco, vincitore incontrastato in Europa negli anni Sessanta e Settanta, nonché, da bravo juventino, i grandi estremi difensori bianconeri e della Nazionale Zoff e Buffon, porterà in Russia ed in Mongolia, nella sua ardita impresa, i colori biancorossi.

 

‘’A fare questa dura, ma appagante, esperienza – ci racconta il simpatico ex vigile – mi ha spinto la passione per i mezzi a motore a due ruote ed il mio spirito d’avventura in giro per il mondo. Per mangiare e per dormire non ho luoghi ed orari prefissati in agenda e mi fermerò dove il fiuto mi consiglierà, un po’dove capita. Per i passaggi di frontiera penso di non dover incontrare seri problemi, disponendo, oltre che del classico passaporto in regola, già di tutti i visti ed i permessi necessari. Calcisticamente parlando, prima di indirizzarmi verso i colori biancorossi, ho iniziato ad assistere alle partite di una certa importanza all’età di 10 anni, tenendo stretta la mano di mio padre, accanito tifoso juventino, nell’entrare allo stadio torinese, spesso meta delle nostre giornate domenicali. Erano i tempi del grande Sandro Salvadore, libero e leader della compagine bianconera dal 1962 al 1974, con un palmares di 331 gare disputate e 15 reti realizzate , per poi passare a fare l’allenatore delle squadre giovanili della stessa società nella stagione 1990/1991, con il ricordo della medaglia d’oro conquistata, con la maglia azzurra, ai Campionati Europei di Italia 1968. Io, a fine anni Sessanta ed all’inizio dei Settanta, impazzivo per lui”.

 

Ora Piero Marchesi segue con grande simpatia ed ammirazione, seppure in una stagione piuttosto complessa per lui, le prestazioni di Michele Di Gregorio, il portiere della Juventus, già visto all’opera, in televisione, in quasi tutte le partite del Monza in Serie A, con prestazioni maiuscole. Dei biancorossi della ‘rosa’ attuale, in ‘cadetteria’, predilige Petagna, Crutone e l’idolo di casa Matteo Pessina, ma è pronto a scommettere su Colombo, un giocatore che, a suo dire, avrà un futuro molto importante, in ottica grande club di Serie A.

 

Enzo Mauri