Un Monza da favola!

Certo, adesso viene facile dire che è tutto bello e che le prossime devono essere tre finali giocate come lo strepitoso match di Marassi. Un Monza sfavillante ci ha riempito gli occhi e tolto la voce l’altra sera e per questo c’è solo da far festa, sapendo che ci vorrà la stessa determinazione e la stessa voglia per centrare l’obiettivo della promozione diretta. C’è chi dice che questa squadra a inizio stagione era un morto che cammina, senza più anima e con giocatori finiti. Chi invece – io ero tra quelli – vedeva il valore dei singoli e sapeva che con le giuste motivazioni la qualità tecnica e la quantità agonistica sarebbero riemerse dopo il viaggio all’inferno del campionato precedente. In un certo senso, avevamo tutti ragione. La metaforica Ferrari di cui ha parlato fin da subito mister Paolo Bianco era là, pronta all’uso. Mancava però il carburante giusto per farla partire. Il tecnico ci ha provato a lungo, la sensazione è che il bolide abbia viaggiato meno velocemente di quanto avrebbe potuto: tutte le volte che le cose giravano bene, ci siamo fermati per pause di campionato al termine delle quali – come nel gioco dell’oca – pareva essere tornati alla casella di partenza.

 

Il fattore “C”: Colpani, Cutrone e Caso

 

È successo anche di recente, ma la prestazione contro la Samp cui seguiranno le ultime tre partite della regular season dice che i biancorossi sono pronti per la volata. Ci arriviamo con la squadra carica sia negli elementi di lungo corso (Colpani sembra tornato quello che fu e solo un po’ di sfortuna gli ha negato la gioia del gol allo stadio Ferraris) sia negli acquisti di questa ultima stagione, soprattutto quelli di gennaio come Cutrone e Caso. Sugli scudi, soprattutto, il ritrovato bomber Andrea Petagna. Lo abbiamo detestato, senza sapere del dramma umano che stava vivendo, e ora lo amiamo due volte: per come gioca e per quello che ha dovuto passare. È lui l’acquisto in più, ha ragione Bianco, ed è la sua la favola più bella di questa avventura. Si merita un lieto fine, ce lo meritiamo tutti.

 

Alan Patarga