Taac… 86 candeline per Renato Pozzetto
Taac … 86 candeline per Pozzetto. Due volte infranta la maledizione sul Monza!
Renato Pozzetto, il noto attore cinematografico e televisivo, divo dello spettacolo nel secolo scorso e per decenni, al fianco di Aurelio Ponzoni, brillante protagonista del duo comico ‘Cochi e Renato’, pur non essendo nato a Monza (Milano, 14 luglio 1940), figura, da decenni, strettamente legato alla capitale della Brianza ed alla sua principale squadra, avente, dal 2019, come City Partner, l’Autodromo. Attaccamento nato per questioni cinematografiche alla fine degli anni Settanta e cresciuto dopo aver guidato lui, grande appassionato di motori, sulla nostra fantastica pista nel 1996, per una impegnativa esibizione, addirittura una Minardi di F.1. Molti ricorderanno la famosa ‘maledizione’ legata alla sua battuta nel film del 1979 ‘Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective’, in cui si definiva tifoso della squadra biancorossa, purtroppo, a suo dire, destinata a non approdare mai in Serie A. In occasione dell’ottantaseiesimo compleanno, in arrivo a metà luglio, vogliamo omaggiare il simpatico attore cabarettista, su questo foglio, con il ricordo di quella poco felice uscita, ai tempi molto veritiera, ma dimostratasi, poi, nel 2022, dopo 43 anni, fortunatamente infondata. ‘Agenzia Riccardo Finzi … praticamente detective’ è un film classificabile come commedia di genere giallo, diretto dal regista Bruno Corbucci, con soggetto tratto dal romanzo ‘Agenzia Investigativa Rccardo Finzi’ dello scrittore Luciano Secchi, meglio noto nell’ambiente letterario come ‘Max Bunker’, e con attori principali Renato Pozzetto, Lory Del Santo ed Enzo Cannavale. La pellicola, uscita nelle sale quattro giorni prima dell’ultimo Natale degli anni Settanta, non è certo da annoverare tra i lavori più validi della lunga e fantastica carriera dell’attore milanese, ma è comunque passata alla storia, almeno a Monza, per una frase pronunciata dal protagonista, considerata una sorta di maledizione durata ben 43 anni.
La trama del film Agenzia Riccardo Finzi… Praticamente detective
La trama dell’assurdo film ‘Agenzia Riccardo Finzi … praticamente detective’ è talmente pazzesca e surreale, che, per soddisfare una certa possibile curiosità dei lettori, merita di essere brevemente raccontata. Il giovane Riccardo Finzi, tifoso del Monza, interpretato da Renato Pozzetto, appena conseguito presso una scuola per corrispondenza il diploma di investigatore privato, per trovare lavoro si reca in treno a Milano, dove prende in affitto un appartamento da adibire ad abitazione-ufficio e riesce a pubblicare sul Corriere della Sera un’inserzione pubblicitaria della sua nuova agenzia di investigazioni. Ben presto avvia pure una strana collaborazione con un ex appuntato dei Carabinieri in pensione che, per arrotondare le entrate, offre, a pagamento, informazioni riservate ai diversi investigatori della zona. Dopo qualche giorno di ambientamento nella grande metropoli, una notte, il detective Finzi, in cerca di divertimento, finisce in un night del centro. Qui viene adescato da un’avvenente ragazza che, inventandosi un falso nome, gli racconta, mentendo, di lavorare come cameriera.Tra una parola e l’altra, alla fine, per concludere in bellezza la serata, la donna lo convince a seguirla in un lussuoso appartamento della zona. In realtà, lei è la bella e benestante figlia di un conosciuto finanziere di Milano. Riccardo si accomoda nell’appartamento, ma, sul più bello, arriva una misteriosa telefonata, che costringe la giovane ad interrompere il piacevole incontro ed a cacciare da casa sui due piedi lo sprovveduto ospite, liquidato con la promessa di potersi rivedere nei giorni seguenti. Cosa che puntualmente avviene con surreali e clandestini appuntamenti, fino a quando, una mattina, sfogliando il giornale, il detective Finzi riconosce nella pagina della cronaca, in una foto, la donna degli incontri. Nel relativo articolo, viene poi raccontato come il cadavere della poveretta sia stato ritrovato la sera prima, steso a terra, in una strada di Milano. Sulla causa della morte, stando allo scritto del cronista, gli inquirenti sarebbero orientati ad attribuirla ad un incidente stradale, con un poco chiaro investimento da parte dell’autista di un’auto in corsa, dileguatasi poi nel buio della notte. Il frastornato Riccardo rimane ancor più turbato nel leggere che il nome vero della sfortunata ragazza non è quello da lei usato nelle presentazioni al night. Sentendo puzza di bruciato su quanto accaduto, il detective, con l’aiuto dell’ex carabiniere conosciuto al suo arrivo a Milano, si mette quindi ad indagare, scoprendo ben presto come dietro al sinistro si mascheri un vero e proprio omicidio. Al termine dell’intricata storia, farcita di minacce, diffide, cospicue offerte di denaro per desistere dall’intento, interessate avances e ricatti, l’investigatore Finzi, con un geniale trucco, trova pure i colpevoli ( la mamma della ragazza ed il suo amante, legato sentimentalmente anche alla figlia) ed il complicato movente passionale alla base del drammatico gesto di gelosia.
La storica frase sul Monza
Molti lettori incuriositi, a questo punto, si chiederanno giustamente cosa c’entri tutto questo con un sito di fede calcistica come Monza Gol. Ebbene, c’entra eccome! In una scena del film, infatti, Renato Pozzetto, rivolto a Lory Del Santo, la ragazza poi uccisa e reduce da un acceso diverbio in mezzo alla strada con un suo spasimante, un violento ultrà interista, pronuncia una frase destinata a diventare storica: ‘’Io sono del Monza; non riusciremo mai a venire in Serie A!’’. Nelle sale cinematografiche, nel guardare la commedia, parecchi brianzoli, soprattutto tifosi biancorossi, provarono allora grande risentimento, ritenendosi in qualche modo presi in giro, se non addirittura offesi. Si è, comunque, portati a pensare che l’attore milanese, per di più simpatizzante del club del Monzello, non avesse proprio particolari rancori personali contro la squadra monzese per fare questa quanto meno curiosa uscita verbale in scena. Più verosimilmente, la cattiva profezia, potrebbe essere stata suggerita dalle ben note ed infelici vicende della compagine brianzola, reduce, pochi mesi prima dell’uscita del film, dalla sconfitta contro il Pescara nello spareggio di Bologna per la promozione nella massima categoria, dopo altri precedenti tentativi svaniti rocambolescamente in prossimità del traguardo. Del resto, la frase inserita nella sceneggiatura della commedia era, a quei tempi, sulla bocca di tutti gli sportivi e dei giornalisti.
Enzo Mauri